La volpe scapigliata - Andy Rocchelli

La volpe scapigliata - Andy Rocchelli

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4.7
Afsnit
4
Gns. varighed
27M
Sprog
Italiensk
Format
Kategori
Fakta

La foto che vedete nella copertina di questo podcast è stata scattata alla fine di maggio del 2014 nel Donbass, in Ucraina, durante la guerra tra nazionalisti e separatisti filorussi: dieci bambini sono pigiati tra barattoli di conserve e cetrioli sott'olio, in una dispensa sotterranea trasformata in bunker per proteggersi dai bombardamenti. A scattarla è stato Andrea Rocchelli, un fotografo italiano che poche ore dopo sarebbe stato ucciso proprio su quel fronte, colpito da una scarica di mortaio.

«La volpe scapigliata» è il primo podcast di Mario Calabresi.

Episodes

  • 4. La sentenza
    4. La sentenzaI colleghi di Cesura Lab ritrovano per caso ciò che pareva perso: le ultime foto scattate da Andy Rocchelli al Karachun mentre era con gli altri nel fosso per evitare i colpi che arrivavano dalla collina. Queste foto, la testimonianza di William Roguelon, le intercettazioni telefoniche e ambientali, e il materiale sequestrato all'arrivo in Italia sono gli elementi nelle mani dell'accusa nel processo contro Vitaly Markiv che si apre nel 2018 e si trasforma anche in uno scontro diplomatico tra Italia e Ucraina. Per Kiev, Markiv è un eroe e quel 24 maggio 2014 furono i filorussi ad attaccare. Secondo Alessandra Ballerini, legale della famiglia Rocchelli, fu invece un'azione deliberata contro i giornalisti, un crimine da punire, quindi, e non un incidente di guerra. Nel luglio del 2019 la Corte d'Assiste di Pavia condanna il sergente italo-ucraino per aver sparato sui giornalisti e averne indicato la posizione ai superiori della milizia perché li centrassero con il mortaio. Elisa, Rino, Maria Chiara e i colleghi di Andy Rocchelli chiedevano solo questo, giustizia in memoria di Andrea. Ora sono in attesa del processo di appello.
    4|36M
  • 3. La svolta “italiana”
    3. La svolta “italiana”Familiari e colleghi volano a Kiev per riportare a casa il corpo di Andrea. I funerali vengono celebrati a Pavia, dove Rocchelli era nato, da don Andrea Migliavacca, amico di Andy dai tempi degli scout e oggi giovane vescovo. E proprio dagli scout deriva il soprannome di “volpe scapigliata”, una sintesi perfetta per descrivere la sua personalità, selvatica e un po' arruffata. Il dolore dei genitori si mescola alla richiesta di verità da parte della procura di Pavia, ma il governo ucraino non collabora. Nel 2016 il giovane pm Andrea Zanoncelli sta per chiedere l'archiviazione dell'inchiesta, ma un vecchio articolo di stampa gli suggerisce una pista. Con i carabinieri dei ROS ricostruisce la dinamica dell'agguato sotto la collina del Karachun e individua uno dei presunti responsabili: si chiama Vitaly Markiv, è un sergente della Guarda nazionale ucraina, ma è cresciuto nelle Marche e ha la cittadinanza italiana. Una svolta inattesa per gli inquirenti, che arrestano Markiv al rientro in Italia nel luglio del 2017. Il militare ha con sé foto e video fatti proprio su quella collina, prove pesanti a suo carico. A questo punto mancano solo le ultime foto scattate da Andy Rocchelli prima di morire: la sua fotocamera è vuota e nessuno sa dove siano.
    3|28M
  • 2. Sloviansk, 24 maggio 2014
    2. Sloviansk, 24 maggio 2014La regione del Donbass è una storica area di giacimenti di carbone dove le radici sovietiche sono ancora vive. A combattersi, dopo gli scontri in piazza che nel febbraio del 2014 hanno fatto cento morti a Kiev, sono una parte di Ucraina che vuol sentirsi europea e un'altra che guarda a Mosca. La linea del fronte scorre lungo la ferrovia alle porte della città di Sloviansk: da un lato c'è una fabbrica dove trovano rifugio i filorussi; dall'altro, appostata sulla collina del Karachun, la Guarda nazionale. Andy Rocchelli è andato lì con l'interprete russo Andrej Mironov e un altro fotografo francese, William Roguelon, per scattare delle foto. All'improvviso vengono bersagliati dai proiettili dei kalashnikov che partono dalla collina. Si riparano in un fosso, ma le schegge di una serie di colpi di mortaio uccidono Rocchelli e Mironov. Roguelon, che ha ripreso quegli istanti in un video, riesce a sopravvivere: sarà lui a ricostruire l'agguato. Oggi c'è chi dice che Andy era un giovane irruento e che se l'è andata a cercare. Niente di più sbagliato. Maria Chiara, la sua compagna e la madre di suoi figlio, ricorda quanto fosse esperto e prudente, la loro vita insieme e l'angoscia di quel sabato di fine maggio.
    2|24M
  • 1. I bambini nel bunker
    1. I bambini nel bunkerCi sono foto che nella vita non si dimenticano mai, che formano il nostro immaginario e segnano la nostra memoria. Una di queste, per Mario Calabresi, ex direttore di Stampa e Repubblica, è un'immagine scattata alla fine di maggio del 2014 nel Donbass, in Ucraina, durante la guerra tra nazionalisti e separatisti filorussi: dieci bambini sono pigiati tra barattoli di conserve e cetrioli sott'olio, in una dispensa sotterranea trasformata in bunker per proteggersi dai bombardamenti. A scattarla è Andrea Rocchelli, un fotografo italiano che poche ore dopo sarebbe stato ucciso proprio su quel fronte, colpito da una scarica di mortaio. Andrea, per tutti Andy, aveva trent'anni, un talento immenso e un'idea chiara di cosa sia il giornalismo: dovere di testimoniare e di raccontare le persone. Così lo raccontano i genitori, Elisa e Rino, e due suoi colleghi del collettivo fotografico Cesura Lab. Andy si muoveva in modo autonomo, dicono, lontano dalla prima linea, per osservare la stessa cosa degli altri da un punto di vista alternativo, diverso, più vero. È quello che fa anche in Ucraina, fino all'ultimo. Andy è sul fronte più caldo, a Sloviansk: nel giorno in cui il figlio Nico compie tre anni, lui fa i suoi ultimi scatti.
    1|23M

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Cover for 4. La sentenza

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