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Accanto al corpo della moglie appena morta, un uomo cammina nella stanza e parla. Si è gettata dalla finestra poche ore prima. Ora lui tenta disperatamente di ricostruire ciò che è accaduto: il loro incontro, il matrimonio, i silenzi, le tensioni che hanno lentamente incrinato la loro vita insieme. Nel suo monologo febbrile, il narratore cerca di spiegare il gesto della giovane donna che lui continua a chiamare “la mite”. Ma mentre i ricordi affiorano, le sue certezze cominciano a sgretolarsi: quella che credeva fragile e docile rivela poco a poco un orgoglio e una sofferenza che lui non aveva mai compreso. Pubblicato nel 1876 nel Diario di uno scrittore, “La mite” è uno dei racconti psicologici più intensi di Dostoevskij. In poche ore di confessione disperata, l’autore mette a nudo le illusioni dell’amore, il desiderio di dominio e l’inquietante distanza che può separare due persone anche quando vivono sotto lo stesso tetto.
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Lydbog: 9. april 2026